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Ricerca
La prima mutazione patogena del DNA mitocondriale umano è
stata identificata nel 1988. In meno di 15 anni, la ricerca
sulle malattie mitocondriali ha avuto uno sviluppo molto rapido
ed in continua evoluzione. Sono state descritte a tutt'oggi
più di 100 mutazioni patogene del DNA mitocondriale.
Il completamento del progetto genoma umano è stato
inoltre di grande aiuto nella identificazione di mutazioni
di geni nucleari che causano malattie mitocondriali.
Durante questi anni, i ricercatori "di base" e ricercatori
"clinici" si sono uniti a formare una vera e propria
"task-force" per chiarire molti aspetti ancora oscuri
della biologia e della patologia dei mitocondri. In Europa
si è costituito il consorzio MitEURO, che raggruppa
51 laboratori di ricerca, tra cui il nostro, provenienti da
diverse discipline, per chiarire i meccanismi molecolari,
cellulari e fisiopatologici delle malattie mitocondriali con
lo scopo di identificare terapie efficaci (www.miteuro.org).
I nostri programmi di ricerca principali sono:
- Studi sulla patogenesi molecolare di malattie
della catena respiratoria
- Caratterizzazione di geni nucleari responsabili
di malattie mitocondriali
- Caratterizzazione di geni responsabili di danni
strutturali del mtDNA
- Epidemiologia e screening sistematico delle malattie
della catena respiratoria
Grazie ad una intensa attività di ricerca, il nostro
Centro ha identificato numerose patologie caratterizzate dalla
instabilità del DNA mitocondriale prodotta da mutazioni
in geni nucleari specifici. Queste malattie si caratterizzano
per la presenza di una miopatia con ptosi palpebrale ed oftalmoplegia
esterna progressiva (PEO), causata dall'accumulo di delezioni
multiple del DNA mitoocndriale. Grazie ad una collaborazione
Europea nell'ambito di MitEuro, sono stati identificati tre
geni malattia responsabili di questa patologia. Il nostro
Centro ha inoltre identificato mutazioni in Surf1, il gene
responsabile della sindrome di Leigh, una grave patologia
neurodegenerativa dell'infanzia, associata al difetto specifico
di citocromo c ossidasi (o complesso IV della catena respiratoria).
Uno sviluppo interessante di questa ricerca è stata
la creazione di un modello animale di deficit di Surf1 che
servirà per capire il meccanismo patogenetico e le
possibili terapie per questa grave malattia infantile.
Altri studi hanno lo scopo di identificare e caratterizzare
nuovi geni nucleari responsabili di diverse patologie mitocondriali
pediatriche.Recentemente il nostro centro ha identificato il gene
ETHE1, quale responsabile di una grave malattia metabolica infantile,
l’encefalopatia etilmalonica (EE, OMIM 602473), che colpisce il cervello,
il tratto gastrointestinale e i piccoli vasi sanguigni. I sintomi si
accompagnano all’accumulo nell’organismo di acido etilmalonico e ad una
ridotta attività nei muscoli di citocromo c ossidasi, un enzima coinvolto
nella produzione di energia. La malattia si trasmette con modalità recessiva:
occorre cioè che entrambi i genitori siano portatori del gene difettoso per
trasmettere la malattia con una probabilità del 25% per ciascun figlio.
Alterazioni del gene ETHE1 sono state trovate in più di 27 pazienti analizzati.
L’utilizzo di strumenti bioinformatici, che paragonano l’accensione di ciascun
gene candidato con quella di geni per le proteine mitocondriali già note, ci ha
permesso di individuare il gene responsabile partendo da più di 130 geni presenti
nella regione del cromosoma indagato. Ulteriori studi sono in corso per la
caratterizzazione funzionale della proteina codificata dal gene ETHE1 attraverso
l’uso di tecniche di proteomica e la creazione di modelli animali. Nell’ambito di uno studio sistematico di geni codificanti fattori coinvolti nella replicazione del DNA mitocondriale abbiamo identificato mutazioni del gene POLG1 in pazienti affetti da Sindrome di Alper, una grave malattia degenerativa che colpisce i bambini ed i giovani adulti. La ricerca sta proseguendo con la valutazione degli effetti biochimici e molecolari delle mutazioni. Siamo inoltre
impegnati a sviluppare test molecolari rapidi ed efficienti per identificare mutazioni
patogene, mediante l'uso di apparecchiature ad alta tecnologia che permettono
l'automazione delle procedure, la riduzione degli errori diagnostici
e l'abbattimento dei costi.
I risultati che ci aspettiamo da questi progetti sono importanti
sia per diagnosticare meglio le malattie mitocondriali ed
offrire un migliore servizio ai pazienti e alle loro famiglie,
sia per avanzare nelle conoscenze scientifiche su queste patologie.
A loro volta, queste informazioni sono importanti per la consulenza
genetica, la diagnosi prenatale e la possibilità di
studiare strategie terapeutiche.
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