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I punti chiave della terapia sono:
- Per alcuni sintomi utilizzo delle terapie universalmente riconosciute
(antiepilettici per l’epilessia, fisioterapia per i problemi motori,
ecc.)
- Dieta adeguata
- Vitamine e cofattori
- Evitare fattori che aumentano lo “stess”
Il trattamento deve essere poi personalizzato dal medico
in base ai bisogni del paziente.
Dieta
La dieta deve essere data solamente da uno specialista di malattie
metaboliche, prendere iniziative personali o fare cambiamenti
senza consultare lo specialista può essere dannoso. Sostanze
utili per alcune malattie possono essere controindicate in altre
patologie.
Evitare il digiuno: questa è forse la cosa più importante
da sapere. Digiunare vuol dire non fornire il “carburante” alle
nostre cellule, cosa essenziale se siamo affetti da un deficit energetico.
Anche il digiuno “notturno” (dalle 20 alle 8) può essere pericoloso
in alcuni pazienti. Non cercare di perdere peso diminuendo la quantità
di cibo. Anche i normali sintomi di una influenza (vomito, inappetenza
ecc.) possono essere dannosi: e’ sempre meglio consultare uno specialista
in presenza di tali sintomi. Nei bambini piccoli è spesso utile
l’alimentazione parenterale notturna, per evitare un calo energetico.
E’ meglio fare pasti frequenti, anziché i tre pasti “classici”.
Prima di dormire è utile fare uno spuntino con carboidrati complessi
“a lento rilascio”. Ideale sarebbe la Maizena (amido di mais) cruda,
ma non è molto gustosa. Preferire comunque pasta/riso ai dolci.
Nei pazienti con un difetto di OXPHOS, l’uso di pasti ricchi in
grassi rispetto ai carboidrati è molto dibattuto tra la comunità
scientifica. Alcuni pazienti stanno bene con questo tipo di dieta,
altri peggiorano la loro sintomatologia. Utile può essere anche
l’utilizzo di olio MCT (trigliceridi a catena media), più semplice
da metabolizzare rispetto agli altri olii a catena lunga (oliva,
semi ecc.) e più leggero rispetto al burro.
Vitamine e cofattori
Sia le vitamine che i cofattori sono essenziali per tutte le reazioni
biochimiche che avvengono nel nostro organismo. Mentre siamo in
grado di “costruirci” i cofattori, le vitamine dobbiamo assumerle
con la dieta. Normalmente, una dieta ricca ed equilibrata ci permette
di assumere tutte le vitamine di cui abbiamo bisogno. Nei pazienti
con una malattia mitocondriale, può essere utile aggiungere alla
dieta vitamine e cofattori, anche se la loro efficacia non è provata
e se il loro uso è ancora dibattuto tra i clinici. Nei difetti di
OXPHOS, è largamente utilizzato il Coenzima Q10. L’utilizzo di questi
composti può comunque servire a due funzioni:
Aumentare possibilmente l’attività enzimatica in modo tale da
rendere più efficace la produzione di energia.
Servire come antiossidanti, per rallentare possibilmente
la progressione della malattia.
Riportiamo qui di seguito una lista dei composti utilizzati nelle
malattie mitocondriali, da prendere solo con l’autorizzazione dello
specialista:
Coenzima Q10, Carnitina, Riboflavina (B2), Acetil-carnitina, Tiamina
(B1), Nicotinammina (B3), Vitamina E, Vitamina C, Acido Lipoico,
Selenio, Acido Folico, Calcio, Magnesio, Fosforo, Succinato, Creatina,
Uridina, Citrato, Prednisone, Vitamina K3.
Sostanze dannose
E’ provato che l’assunzione di alcool accelera la progressione
di alcune malattie mitocondriali.
Anche il fumo può dare le stesse conseguenze, infatti il monossido
di carbonio inibisce il complesso IV della catena respiratoria.
Ricordate comunque che il fumo fa male a tutti, anche a chi
è costretto a respirarlo! Evitate di fumare.
Attenzione anche ad un uso eccessivo di glutammato di sodio (dadi
da cucina), presente in quantità elevate nel cibo cinese. Tale sostanza,
già nota per provocare dolorose emicranie in alcuni soggetti sensibili,
può fare insorgere tale sintomatologia anche nei pazienti con malattie
mitocondriali.
Danni da “Stress”
Stress da temperature fredde. La regolazione della temperatura
corporea non è sempre molto efficace nei pazienti con malattie mitocondriali.
L’esposizione al freddo può provocare una perdita di calore con
conseguenti crisi metaboliche. Coprirsi sempre molto bene nei priodi
invernali, evitando esposizioni al freddo per tempi lunghi.
Stress da caldo. Anche il caldo può essere un problema,
infatti i pazienti con patologie mitocondriali presentano una sudorazione
non efficiente. Evitare quindi ambienti troppo caldi e sovraffollati:
Usare in estate vestiti leggeri, evitando esposizioni alla luce
diretta del sole.
Anche il sonno deve essere adeguato, evitare di dormire
poco e male.
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