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Le malattie mitocondriali
Le malattie mitocondriali rappresentano un gruppo eterogeneo
di sindromi cliniche accomunate da un deficit energetico
del metabolismo mitocondriale. Nonostante il mitocondrio sia
sede di varie vie metaboliche fondamentali, per malattie mitocondriali
in senso stretto si intendono le sindromi associate ad un
deficit di fosforilazione ossidativa (OXPHOS).
Poiché i mitocondri sono presenti in tutti i tessuti, le
malattie mitocondriali possono colpire qualsiasi organo dell’organismo.
Più spesso, però, interessano il muscolo ed il cervello data
la maggiore richiesta di energia di questi tessuti, specie
durante lo sviluppo. Per questo motivo, le malattie mitocondriali
sono spesso definite come encefalo-mio-patie mitocondriali.
Le malattie mitocondriali sono molto variabili sul piano
clinico, sia per quanto riguarda l'età di esordio sia per
il tipo di evoluzione ed il tessuto coinvolto.
Ad esempio, nei neonati una malattia mitocondriale può manifestarsi
sotto forma di una grave anemia e disfunzione pancreatica
(sindrome di Pearson), di gravi cardiomiopatie ipertrofiche
e neutropenia (sindrome di Barth), di epatopatie, gravi miopatie
che determinano la sindrome del “bambino flaccido” (floppy
infant) o coma cheto-acidotico con disfunzione epatorenale.
Nell'infanzia, le manifestazioni cliniche possono includere
rallentamento o arresto della crescita, mioglobinuria ricorrente,
danni renali, nanismo, disfunzioni endocrine come diabete
mellito, diabete insipido, atrofia ottica e sordità, od encefalopatia
progressiva con o senza convulsioni.
Nell’età adulta, i sintomi più ricorrenti sono l'intolleranza
allo sforzo ed il facile affaticamento.
Ma in verità le più diverse sindromi sono state
descritte in patologia mitocondriale, dalla sordità isolata
a forme multrisistemiche che coinvolgono diversi organi e
apparati.
Quando sospettare una malattia mitocondriale.
Da quanto si è detto, è evidente che le malattie mitocondriali
sono clinicamente variabili e perciò difficili da diagnosticare.
Spesso richiedono il concorso di diversi specialisti: il neurologo,
il pediatra, il cardiologo, il medico di laboratorio, il genetista.
In genere, una patologia mitocondriale deve essere sospettata
in tutti i pazienti che presentino un’associazione di segni
di coinvolgimento di più organi non correlati tra loro, con
prevalente compromissione neuromuscolare e con un decorso
progressivo.
- Encefalopatia
- Crisi epilettiche
- Ritardo o regressione dello sviluppo psicomotorio
- Mioclono
- Altri disordini del movimento (distonia, discinesie,
corea)
- Emicranie “complicate”
- Episodi ischemici cerebrali
- Neuropatia periferica
- Cardiomiopatia o difetti di conduzione cardiaca
- Sordità
- Bassa Statura
- Debolezza della muscolatura oculare
- ptosi
- strabismo acquisito
- oftalmoplegia (paralisi dei movimenti dei globi oculari)
- Diabete
- Disfunzione renale
- Perdita della vista
- Retinite pigmentosa
- Atrofia ottica
- Acidosi lattica (anche moderata)
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