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Consulenza genetica
Nel caso in cui in un soggetto affetto sia stata individuata
la mutazione causativa, sia essa a carico del mtDNA o del
DNA nucleare, il successivo screening famigliare può essere
eseguito attraverso una semplice analisi del sangue. Questo
è importante soprattutto per le mutazioni del mtDNA,
che sono frequentemente associate ad una notevole variabilità
della sintomatologia all'interno della stessa famiglia. Accanto
a soggetti affetti da sintomi gravi, vi sono spesso parenti
materni che hanno percentuali basse o molto basse di mutazione,
e che manifestano solo sintomi minori o sono completamente
asintomatici. La prognosi in questi individui è difficilmente
formulabile a causa della variabile distribuzione della mutazione
nei diversi tessuti, del possibile incremento della mutazione
con il tempo e dell'influenza di fattori non mitocondriali.
La consulenza genetica delle malattie mitocondriali è particolarmente
difficile, e va effettuata in ambiente specialistico. Si possono
comunque dare alcune linee-guida per orientarsi.
1. I maschi portatori di mutazioni del mtDNA non
trasmettono la malattia ai figli.
2. Analogamente, e tranne che in casi assolutamente
eccezionali, le donne con PEO o con sindrome di Kearns-Sayre
in cui venga documentata una delezione del DNA mitocondriale,
non trasmettono la malattia ai figli.
3. Nelle famiglie in cui venga documentata una mutazione
puntiforme del DNA mitocondriale, tutte le donne in linea
materna devono essere considerate a rischio di avere un figlio
affetto.
4. Nelle famiglie portatrici di mutazioni patogene
di un gene nucleare, il rischio di ricorrenza segue le leggi
di Mendel, e varia in modo prevedibile a seconda che si tratti
di un carattere dominante, recessivo, o legato al cromosoma
X.
La diagnosi prenatale è sicura solo nel caso di mutazioni
del DNA nucleare. Per le mutazioni puntiformi del mtDNA, la
prognosi non è facilmente formulabile.in quanto la percentuale
di DNA mutato presente negli amniociti o nei villi coriali
può non corrispondere a quella presente in altri tessuti fetali.
Inoltre, tale percentuale può cambiare sia durante lo sviluppo
intrauterino che dopo la nascita. Analogamente, la diagnosi
prenatale basata sulla sola valutazione biochimica della catena
respiratoria è rischiosa e può essere effettuata solo in casi
molto particolari e in ambiente specialistico.
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