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Riarrangiamenti del mtDNA
Si può trattare di delezioni parziali del mtDNA o, più raramente,
di duplicazioni parziali. Entrambi i tipi di mutazione sono eteroplasmici,
dato che coesistono sempre con una quota di mtDNA normale. Queste
alterazioni grossolane del mtDNA sono quasi invariabilmente associate
con tre principali presentazioni cliniche: la sindrome di
Kearns-Sayre, l’Oftalmoplegia Esterna Progressiva,
e la sindrome di Pearson.
La s. di Kearns-Sayre (KSS) è una grave malattia
ad insorgenza sporadica caratterizzata dalla triade: 1) Oftalmoplegia
Esterna Progressiva (PEO) con ptosi (abbassamento) palpebrale bilaterale;
2) Retinopatia Pigmentaria; 3) insorgenza prima dei 20 anni. Segni
aggiuntivi frequenti sono l’incoordinazione motoria (atassia) di
origine cerebellare, il deterioramento mentale, la sordità, e alterazioni
del ritmo cardiaco. Vi è spesso ritardo della crescita.
La Oftalmoplegia Esterna Progressiva (PEO) è anch’essa
sporadica e caratterizzata dall’insorgenza in età adulta di ptosi
bilaterale e paralisi dei movimenti oculari, spesso associate a
debolezza dei muscoli delle spalle e del bacino di grado variabile.
La sindrome di Pearson è una rara malattia sporadica
della primissima infanzia caratterizzata da anemia sideroblastica,
pancitopenia ed insufficienza del pancreas esocrino con malassorbimento
intestinale. Nei bambini che sopravvivono oltre i primi anni si
assiste ad un progressivo miglioramento della situazione ematologica
e gastrointestinale, mentre insorgono i segni caratteristici della
sindrome di Kearns-Sayre.
Mutazioni puntiformi del mtDNA.
Si tratta di quadri clinici associati a sostituzioni di singole
basi o a micro-inserzioni/micro-delezioni, nella molecola del mtDNA.
Queste mutazioni possono interessare sequenze codificanti RNA transfer
(tRNA), RNA ribosomali (rRNA), o RNA messaggeri di proteine mitocondriali
(mRNA). A differenza dei riarrangiamenti, che sono per lo più sporadici,
quasi tutte le mutazioni puntiformi vengono trasmesse per via matrilineare.
Spesso, ma non sempre, queste mutazioni sono eteroplasmiche. Sebbene,
ad oggi, più di 100 mutazioni puntiformi siano state descritte in
associazione con uno spettro estremamente eterogeneo di presentazioni
cliniche, le mutazioni di gran lunga più frequenti sono solo quattro,
e sono associate a sindromi cliniche piuttosto ben definite.
La neuropatia ottica ereditaria di Leber (Leber’s Hereditary
Optic Neuropathy, LHON (OMIM535000), ad esordio in
età giovanile e netta prevalenza nel sesso maschile, è caratterizzata
dalla perdita acuta o subacuta della visione centrale con esito
in atrofia ottica. Il deficit visivo, che a parte rari casi è permanente,
costituisce in genere l'unica manifestazione della malattia che
però raramente comprende anche alterazioni del ritmo cardiaco (sindrome
di pre-eccitazione ventricolare). La biopsia muscolare non evidenzia
la presenza di fibre ragged-red, ed in effetti la biopsia non è
in questo caso necessaria per la diagnosi. La malattia è stata associata
a mutazioni nelle posizioni nucleotidiche 3460, 11778 e 14484, che
interessano rispettivamente le subunità ND1, ND4 e ND6 del complesso
I della catena respiratoria. Altre mutazioni, sempre in geni del
complesso I, sono state recentemente identificate. Molti aspetti
della sindrome LHON rimangono da chiarire, quali l’estrema specificità
tissutale delle lesioni cliniche, la prevalenza nel sesso maschile,
e le conseguenze biochimiche di ciascuna mutazione.
La sindrome caratterizzata da neuropatia, atassia e retinite pigmentosa
(Neurogenic muscle weakness, ataxia, retinitis pigmentosa,
NARP) (OMIM551500) può comprendere, oltre
ai suddetti segni, la epilessia e, talora, il decadimento mentale.
La malattia ha in genere il suo esordio in età adulta. Anche in
questo caso, la biopsia muscolare non mostra la presenza delle tipiche
fibre ragged red. La malattia è stata associata alla mutazioneT8993G,
nella sequenza codificante la subunità 6 dell'ATPasi mitocondriale
(complesso V della catena respiratoria). Nella stessa posizione
è inoltre descritta una transizione T->C presente in pazienti con
fenotipo NARP meno grave. La stessa mutazione T8993G, con un grado
di eteroplasmia nettamente più elevato rispetto al fenotipo NARP,
è stata anche riscontrata in piccoli pazienti affetti da sindrome
di Leigh (v. oltre) senza deficit biochimico di citocromo c ossidasi
o piruvico deidrogenasi.
La Encefalomiopatia Mitocondriale con Acidosi Lattica ed episodi
“Stroke” (Mitochondrial Encephalomyopathy, Lactic Acidosis
and Strokelike episodes, MELAS) (OMIM540000) è definita
dalla presenza delle seguenti manifestazioni: 1) episodi di tipo
ictale (stroke-like) causati da lesioni cerebrali focali spesso
localizzate nelle aree parieto-occipitali; 2) acidosi lattica o
comunque livelli anormali di lattato nel sangue (e liquor); 3) fibre
“ragged-red” nella biopsia muscolare. Altri segni di coinvolgimento
del sistema nervoso centrale comprendono il deterioramento mentale,
la cefalea ricorrente con vomito “cerebrale”, epilessia focale o
generalizzata, e sordità neurosensoriale. La malattia è trasmessa
per via materna e l’esordio è variabile, dalla primissima infanzia
all’età giovanile-adulta.
La sindrome MELAS è tipicamente associata alla mutazione A3243G,
nel gene codificante il tRNA per la Leucina (codone UUR). Sono state
in seguito riportate altre mutazioni puntiformi associate a MELAS,
anche se si tratta di casi più rari.
La mioclono epilessia con fibre ragged-red (Myoclonus Epilepsy
with Ragged Red Fibers, MERRF) (OMIM545000) è
caratterizzata dall'associazione di mioclono, epilessia, debolezza
ed ipotrofia muscolare, incoordinazione motoria (atassia), e, talvolta,
deterioramento mentale. L'entità delle manifestazioni cliniche può
essere estremamente variabile nell'ambito della stessa famiglia.
Tale variabilità si ritiene sia in relazione alla quantità di mtDNA
mutato rispetto al normale (eteroplasmia) ed alla variabilità nella
distribuzione tissutale della mutazione. La maggior parte delle
famiglie affette è portatrice della transizione A8344G, nella sequenza
del tRNA per la lisina.
Numerose altre mutazioni puntiformi del mtDNA sono state associate
a diversi fenotipi clinici in singoli pazienti o in poche famiglie.
Mitocondriopatie dovute a mutazioni in geni nucleari
Oltre il 90% delle proteine mitocondriali sono espressione di geni
nucleari. E’ perciò abbastanza sorprendente che, rispetto all’impressionante
mole di osservazioni genetico-cliniche che riguardano alterazioni
causate da mutazioni del mtDNA, malattie o sindromi causate da mutazioni
in geni nucleari associati alla catena respiratoria siano finora
relativamente scarse. D’altro canto, un numero crescente di malattie
degenerative ereditarie, soprattutto in campo neurologico, si sono
rivelate essere dovute a mutazioni in geni codificanti proteine
mitocondriali, più o meno direttamente correlate alla OXPHOS.
I prodotti proteici codificati da questi geni possono essere raggruppati
in tre categorie.
- componenti strutturali della catena respiratoria
- proteine che controllano l’OXPHOS o il metabolismo del mtDNA.
- proteine indirettamente correlate alla OXPHOS
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Difetti di componenti strutturali della catena respiratoria
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difetto di complesso I ( Sindrome di Leigh, leucodistrofia,
mioclono)
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difetto di complesso II (Sindrome di Leigh, paraganglioma
ereditario)
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difetto di sintesi del Coenzima Q (Atassia, miopatia,
crisi convulsive)
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Difetti di fattori che controllano l’OXPHOS o il metabolismo
del mtDNA
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difetto di SURF1 (sindrome di Leigh)
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difetto di SCO1 (encefalopatia infantile)
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difetto di SCO2 (cardiomiopatia infantile)
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difetto di COX10 (encefalopatia infantile)
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difetto di COX15 (Cardiomiopatia Ipertrofica Fetale)
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difetto di DGUOK (Sindrome da Deplezione di mtDNA, forma epatocerebrale)
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difetto di TK2 (Sindrome da Deplezione di mtDNA, forma miopatica)
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difetto di POLG1 (Oftalmoplegia Esterna Progressiva, Sindrome di Alpers)
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difetto di BCS1 (encefalopatia infantile, tubulopatia,
epatopatia)
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difetto di ANT1 (oftalmoplegia esterna progressiva
dominante)
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difetto di Twinkle (oftalmoplegia esterna progressiva
dominante)
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difetto di Timidina Fosforilasi (encefalomiopatia
neurogastrointestinale)
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Difetti di proteine indirettamente correlate ad OXPHOS
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difetto di OPA1 (atrofia ottica dominante)
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difetto di fratassina (atassia di Friedreich)
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difetto di paraplegina (paraplegia spastica ereditaria)
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difetto di Tim 8/9 (sordità, distonia, eredità legata
X)
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Per brevità, accenniamo qui di seguito ad una sola malattia, la
Sindrome di Leigh, perchè si tratta della malattia più nota
e frequente del gruppo dei disordini “nucleari” dei mitocondri.
I bambini affetti presentano, dopo un iniziale sviluppo normale
nei primi mesi di vita, un progressivo ritardo dello sviluppo psicomotorio,
accompagnato da incoordinazione dei movimenti oculari, vomito ricorrente,
epilessia, anomalie del ritmo del respiro, e marcata acidosi lattica.
In pratica sono soprattutto colpite le funzioni neurologiche che
fanno capo ai sistemi che attraversano o sono localizzati nel tronco
cerebrale e nel cervelletto.
Un’alterazione del metabolismo energetico mitocondriale è suggerita
dal frequente aumento dei livelli di acido lattico nel siero e nel
liquor.
In più della metà dei casi è possibile documentare un’alterazione
genetica. In circa il 20% dei casi si tratta di mutazioni del mtDNA,
per lo più nel gene dell’ATPasi 6 (mutazione NARP/MILS ma anche
più rare mutazioni puntiformi in altre porzioni dello stesso gene).
Più raramente si tratta di mutazioni del mtDNA che colpiscono geni
codificanti le subunità della COX, o mutazioni in geni tRNA. In
ca. il 30% dei casi il deficit biochimico principale è costituito
da un difetto importante dell’attività del complesso IV (citocromo
c ossidasi) e l’alterazione genetica è in questo caso dovuta, nella
maggior parte dei casi, a mutazioni in un gene “assemblatore” del
complesso IV, chiamato Surf-1. In altri casi il difetto biochimico
è a carico del complesso I o del complesso II della Catena Respiratoria,
e mutazioni delle subunità di questi complessi sono state in effetti
identificate in alcuni pazienti. Infine, nel restante 10% dei casi
di s. di Leigh è stato riscontrato un deficit di Piruvico Deidrogenasi,
associato a mutazioni del gene legato al cromosoma X codificante
la subunità E-1-alfa dell’enzima.
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